Regeni – Svolta subito o la Farnesina sconsigli viaggi e investimenti

Intervista ad Avvenire
Su Regeni non si è accanito un uomo, ma una struttura

di Maurizio Carucci

Franco Frattini ripete sottovoce 30 parole: «Il richiamo dell’ambasciatore è solo un primo passo. Il prossimo potrà essere sconsigliare l’Egitto a turisti e imprenditori. È questa la mossa che mi aspetto dal governo italiano. È questa la risposta a un bluff intollerabile». L’ex ministro degli Esteri ha pensato bene alla contromossa. E ha valutato fino in fondo la portata di una scelta: mettere sul sito ‘Viaggiare sicuri‘ della Farnesina la parola ‘Paese sconsigliato‘. Una parola che ripete. Che quasi sillaba. Che unisce a un Egitto che sembrava marciare verso una piena democrazia e che questa «tragica storia» fa ripiombare nel buio. «Così l’ Egitto pare più la Corea del Nord che il partner affidabile dell’ Occidente e degli Stati Uniti. Sono incredulo. Renzi era anda- to da Al Sisi a riconoscere la legittimità della sua elezione e aveva fatto bene. Ora tutto rischia di essere drammaticamente compromesso».

Lei parla di bluff, di presa in giro…
Hanno portato tante pagine inutili.

Lei come lo chiama?
Ne bastavano 20 per capire. Per avere la verità. E poi mi faccia dire una cosa da magistrato con il pallino per le indagini e le investigazioni: bastavano le celle telefoniche e guarda caso quelle non c’ erano. Avrebbero spiegato. Fatto capire. Chi lo ha prelevato il 25 gennaio all’ uscita della metropolitana e chi ha abbandonato il suo corpo dopo averlo tor- turato. Mancava quello che aveva valore. Mancavano anche i video della metro di quel triste giorno.

Tutto è perso?
La palla è all’Egitto. Tocca al Cairo recuperare la credibilità nei nostri confronti. Perché per essere una vera democrazia è fondamentale rispettare i diritti umani. Noi però non ci fermiamo: Renzi e Gentiloni sono decisi a pretendere la verità. A chiedere che i veri colpevoli siano consegnati alla giustizia. Ma al Sisi non ha settimane, ha solo ore. Una svolta serve in tempi strettissimi, altrimenti le misure saranno dure e inevitabili.

Dal Cairo passa la versione che dietro il brutale assassinio di Regeni ci sia il generale Khaled Shalabi. Ci crede?
Mi pare una mossa furba e spregiudicata. Troppo comodo pensare di chiudere il caso addossando le colpe a un generale anziano e malato. Le torture che ha subito Giulio, le scosse elettriche, sono il risultato di qualcosa di diverso e più terribile. Su Regeni non si è accanito un uomo, ma una struttura. Capisco che gli egiziani sono in grande difficoltà e che esistono apparati paralleli allo Stato che hanno consentito ad alcuni suoi rappresentanti di prelevare un ricercatore che stava lavorando sul campo e stava raccogliendo materiale per documentare il faticoso processo democratico che l’ Egitto sta costruendo.

Eppure con l’ Egitto i rapporti sembravano buoni…
In effetti siamo tra i principali partner commerciali. Nello scacchiere mediorientale, l’ Egitto garantisce una certa stabilità a tutta la regione, in grado di contenere gli estremismi che fanno pressione dal Sudan e dal Corno d’ Africa. Anche con la chiusura delle frontiere nei Balcani, i profughi siriani troveranno sempre più conveniente tentare di arrivare in Turchia e approdare sulle isole greche a poche miglia di distanza.

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