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Adnkronos – Roma capitale della Nato, Sessa ‘ci giochiamo la sopravvivenza del mondo libero’

stampasioi
13 Aprile 2024

Roma capitale della Nato, Sessa ‘ci giochiamo la sopravvivenza del mondo libero’

(Adnkronos, 12/04/2024)

L’ambasciatore , presidente Sioi, lancia la grande conferenza internazionale per i 75 anni della Nato, che si terrà a Roma il 15 e 16 aprile con Mattarella, Crosetto, Cavo Dragone e i 32 rappresentanti dei Paesi membri dell’Alleanza

Per due giorni Roma diventerà la capitale della Nato, grazie alla conferenza organizzata dalla Sioi (Società italiana per l’organizzazione internazionale) e dalla Public Diplomacy Division dell’Alleanza atlantica. Il 15 e 16 aprile, alla Caserma Salvo d’Acquisto, si ritroveranno decine di esperti, diplomatici, militari e studenti per celebrare il 75° anniversario del Trattato ma soprattutto per discutere di come “disegnare una nuova agenda transatlantica”, come recita il titolo. L’evento sarà aperto dal discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e si chiuderà con un dialogo tra il ministro della Difesa Guido Crosetto e il vice-segretario generale della Nato Mircea Geoana.

Il tutto coordinato dall’ambasciatore Riccardo Sessa, presidente Sioi e grande conoscitore dell’Alleanza, dove andò a lavorare come primo segretario della rappresentanza italiana nel 1978, per poi tornare nel 2010 come rappresentante permanente. Nel frattempo è stato ambasciatore a Belgrado (durante la crisi in Kosovo), a Teheran e Pechino. “Purtroppo il mondo è tornato al punto di partenza, a quel 1949 in cui nasceva la Nato. Alla fine della Guerra Fredda si voleva integrare Mosca nell’architettura di sicurezza comune, invece è arrivato Putin che pensava solo a risvegliare le ambizioni mai sopite della Russia zarista. Ora dobbiamo ripensare tutto da capo, prima che sia troppo tardi”, esordisce Sessa in un colloquio con l’Adnkronos.

“L’aggressione russa dell’Ucraina ha messo tutti con le spalle al muro, e rimesso in discussione il concetto di gestione delle crisi (crisis management), adottato dall’Alleanza negli ultimi anni, tornando a quello di difesa collettiva, per il quale era stata pensata. in discussione tutti i concetti di gestione delle crisi e passare a un concetto di difesa collettiva. E ora tutti i Paesi che hanno una capacità militare in grado di proiettarsi all’estero – e mi creda non sono molti – devono assumersi la loro responsabilità, con ripercussioni enormi sulle opinioni pubbliche”, spiega Sessa.

A differenza delle solite conferenze celebrative, spesso rivolte al passato, il programma della Sioi è un elenco di questioni caldissime: si parte dall’assicurare un continuo e continuato sostegno all’Ucraina, per poi affrontare il discorso spinoso sul futuro della Russia. Un panel è poi dedicato alla deterrenza, questione fondamentale visto che la Nato, o meglio l’Europa, non è stata in grado di esercitarla contro Putin. “Facile parlare ma difficile sapere cosa significano oggi deterrenza e difesa. Ci sono enormi condizionamenti interni in ciascuno dei membri. C’è un solo Paese nell’Unione europea con l’arma nucleare, la Francia, che oggi attraverso il proprio presidente mostra i muscoli parlando di ‘anfibi sul terreno’, boots on the ground, quando sa che nessuno vuole inviare i propri soldati. Ma lo fa per stimolare l’attenzione dei governanti europei: si sta giocando una partita estremamente seria sulla sopravvivenza del mondo libero, e non temo di usare questa espressione”, prosegue l’ambasciatore.

Tra i panel c’è quello sulla difesa di democrazia, libertà individuale e stato di diritto, ai quali parteciperanno Stefania Craxi, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, e Lorenzo Cesa, alla testa della delegazione italiana all’Assemblea Nato. Ma si parlerà anche di competizione strategica con la Cina, “non una minaccia immediata ma sicuramente la sfida numero uno del prossimo futuro. In questo contesto, i concetti tipici della Nato come difesa collettiva, sicurezza cooperativa e gestione delle crisi tornano ad assumere un ruolo particolare”, aggiunge Sessa.

Storica la presenza di tutti i 32 ambasciatori che rappresentano i membri Nato a Bruxelles, che avevano già in programma una visita in Italia. “Alla conferenza parteciperanno anche il capo di Stato Maggiore della Difesa e prossimo capo del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, la premio Nobel per la Pace Oleksandra Matviichuk, ministri, politici, ospiti da Europa, Stati Uniti, Israele, Egitto, Kuwait, Bahrein e molti altri Paesi. I lavori saranno seguiti da molti giovani, non solo gli studenti della Sioi, che quest’anno compie 80 anni, ma tra gli altri anniversari ci sono quelli del dialogo mediterraneo dell’Alleanza (1994) e dell’iniziativa di Istanbul sui Paesi del Golfo (2004), e non a caso tre panel saranno dedicati a Balcani occidentali e Mar Nero, Mediterraneo e Golfo”, continua Sessa.

E la difesa comune europea, di cui si parla da decenni? “Quella classe politica straordinaria che ha creato la Comunità europea e ha aderito alla Nato, che in Italia era capitanata da De Gasperi, si era già posta il tema, tanto che nacque e fallì la Comunità europea di difesa. Ora va fatta una volta per tutte. Sennò ci troveremo a celebrare l’80° anniversario del fallimento dei discorsi sulla difesa europea, e non ce lo possiamo permettere”, conclude Sessa.

Fonte

[Foto di Vittorio Assuntore]