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Cari Amici, Soci ed Ex Alunni vi presentiamo un nuovo servizio di SIOI NEWS dedicato a voi e a chi è interessato a conoscere la SIOI attraverso le esperienze di coloro che l'hanno vissuta e frequentata da studenti e continuano a viverla e a raccontarla oggi da ogni parte del mondo. Uno spazio della rassegna stampa di SIOI News raccoglie inoltre le segnalazioni e le interviste dei media e della stampa sulla SIOI.
Auguriamo a voi tutti una buona lettura!
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LE INTERVISTE DI SIOI NEWS AGLI OPERATORI COMUNITARI- ESPERTI IN EUROPROGETTAZIONE E INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE DELLA SIOI
Intervista alla Dr.ssa Simona Falso
Da SIOI NEWS N. 13 aprile – maggio 2009
La Dott.ssa Simona Falso ha frequentato il Corso di specializzazione per operatore comunitario organizzato dalla SIOI nel 2001. Attualmente lavora al Parlamento Europeo.
D. In cosa consiste il suo incarico presso il Parlamento Europeo?
R. Sono attualmente funzionario del Gruppo del PPE-DE al Parlamento Europeo, distaccata presso l’Ufficio di Informazioni di Roma, ma continuo a viaggiare mensilmente a Strasburgo e Bruxelles per seguire l’attività parlamentare durante le sedute plenarie in cui l'Assemblea si riunisce.
In particolare, mi occupo delle relazioni esterne del mio gruppo politico assistendo il Presidente, il Segretario Generale e i Segretari Generali Aggiunti e i singoli deputati in occasione di importanti eventi e convegni in Italia.
Svolgo, inoltre, un servizio informativo diretto ricevendo rappresentanti di Enti, Istituzioni, Associazioni e singoli cittadini; curo le relazioni pubbliche con il Parlamento Italiano.
Mi occupo, inoltre, della realizzazione di due bollettini informativi mensili: “Euroinformazioni” che si occupa delle attività del Parlamento europeo e delle altre Istituzioni e lo speciale “Bandi aperti UE” che illustra i finanziamenti dell’Unione Europea.
Sono poi incaricata della stesura e dell'invio ai nostri deputati, in occasione di ogni plenaria, di apposite note schematiche di “coordinamento dell’attività parlamentare”
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D. Quale è stato il suo percorso formativo e professionale?
R. Mi sono laureata in Scienze Politiche con indirizzo Politico - Internazionale e successivamente ho frequentato il Corso per Operatore Comunitario organizzato dalla SIOI che mi ha aperto le porte ad uno stage a Bruxelles, presso l’Istituto del Commercio Estero dove mi sono occupata del VI Programma Quadro, strumento per l’attuazione della politica comunitaria di ricerca e sviluppo tecnologico, pubblicando una brochure informativa indirizzata alle imprese.
In quel periodo mi sono occupata anche del monitoraggio di gare comunitarie e delle opportunità di finanziamenti nell’ambito dei programmi comunitari sulla ricerca.
Dopo lo stage, sono diventata assistente parlamentare del Presidente della Commissione Giuridica e del Mercato Interno al Parlamento Europeo occupandomi della pianificazione delle attività parlamentari del deputato, monitorando dei Dossier in corso di preparazione, presentando risoluzioni, rapporti, opinioni, emendamenti, interrogazioni orali e scritte.
Sono stata, inoltre, responsabile delle relazioni istituzionali con le Istituzioni europee, Governo Nazionale e Rappresentanze diplomatiche ed ho curato i rapporti con associazioni di categoria, gruppi no-profit, think-tanks, giornalisti etc.
Spinta dalla voglia di approfondire ancora le tematiche europee, ho deciso di iscrivermi ad un Master in Studi Europei presso l’Università di Lovanio. Lavorare e studiare contemporaneamente non è stata una cosa semplice, ma è stata più forte la voglia di emergere che poi mi ha condotta all’esperienza di funzionario del Gruppo del PPE-DE sempre in Commissione Giuridica e del Mercato Interno, dove ho svolto un’attività di supporto tecnico per i deputati del PPE-DE durante lo svolgimento delle procedure parlamentari (codecisione - prima e seconda lettura, conciliazione, consultazione) nonché della preparazione di liste di voto, note plenarie, processi verbali, work-in-progress.
Poi l’opportunità di un distaccamento in Italia e la possibilità di riavvicinarmi a miei cari mi hanno riportata a Roma.
Il mio terno all’otto è stato il Corso frequentato presso la SIOI che mi ha aperto le porte al “Cuore dell’Europa”.
Un particolare riconoscimento lo devo quindi alla SIOI alla quale sono profondamente grata e sinceramente legata non solo per la formazione post-universitaria, ma anche per avermi sempre accompagnata e consigliata in ogni mia scelta durante tutti questi anni.
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D. Che tipo di formazione e quali capacità professionali dovrebbero possedere i giovani che intendono seguire il suo stesso iter
professionale?
R. Senza dubbio una laurea in Scienze Politiche, Scienze Internazionali o in Giurisprudenza è preferibile. Tuttavia, la differenza la fa la professionalità, la giusta formazione, la curiosità intellettuale, la conoscenza delle lingue (minimo inglese e francese che rappresentano la normalità richiesta), una dose di ambizione, una grossa quantità di coraggio, discrezione, rispetto delle scadenze degli impegni, determinazione perché non bisogna mai abbattersi davanti agli ostacoli, una grande attitudine agli spostamenti perché il trolley deve essere sempre pronto e soprattutto una grande apertura ed elasticità mentale per calcolare qualunque imprevisto ti si presenti durante una di quelle giornate che pensavi essere tranquille.
Intervista alla Dr.ssa Daniela Agostini
Da SIOI NEWS N. 12 dicembre 2008 – gennaio 2009
La Dr.ssa Daniela Agostini ha frequentato il Corso di specializzazione per operatore comunitario organizzato dalla SIOI nel 1997. Attualmente è Senior Manager della Ernst & Young in Italia.
D. In cosa consiste il suo incarico presso Ernst & Young?
R. Svolgo attività di supporto alla Pubblica Amministrazione: in particolare mi occupo di assistenza tecnica, monitoraggio e valutazione di programmi e progetti di spesa pubblica cofinanziati con risorse comunitarie, nonché di progetti per la definizione di politiche pubbliche sui temi della giustizia, sicurezza e legalità.
D. Quale è stato il suo percorso formativo e professionale?
R. In una battuta, "nasco e muoio con le politiche di sviluppo e con i Fondi Strutturali dell'Unione Europea". Subito dopo la laurea in Economia e Commercio - con una tesi proprio sulla politica di coesione e sull'utilizzo dei Fondi Strutturali in Italia-, ho infatti frequentato il Corso per Operatore Comunitario organizzato dalla SIOI con la speranza ed il desiderio di ampliare le mie conoscenze e di gettare un ponte con il mondo del lavoro. Speranze ben riposte, perchè il Corso da un lato mi ha consentito di specializzarmi sulla programmazione comunitaria delle politiche di sviluppo cofinanziate dai Fondi Strutturali approfondendo, contestualmente, le altre politiche dell'Unione Europea e, dall'altro, mi ha aperto le porte di uno stage in una struttura focalizzata sulle politiche di sviluppo delle imprese. Dopo un anno di collaborazione sono entrata in Ernst & Young dove ho lavorato prima come valutatore indipendente dei programmi di sviluppo di alcune regioni italiane e successivamente, a partire dal 2000, affiancando direttamente la Pubblica Amministrazione nella preparazione e conseguente gestione dei loro Programmi Operativi. Ho conosciuto entrambe le facce della medaglia delle politiche di sviluppo (le imprese che ne beneficiano e le Amministrazione che programmano) ed il vero giro di boa è stato il Corso per Operatore perchè mi ha consentito di lavorare immediatamente coltivando i miei interessi.
D. Che tipo di formazione e quali capacità professionali dovrebbero possedere i giovani che intendono seguire il suo stesso iter professionale?
R. Senza dubbio una laurea in Economia e Commercio è preferibile per conseguire una "variegata" base stratiforme (organizzazione, politiche europee, tecniche bancarie e politiche della PA). Tuttavia, la differenza la fanno la curiosità intellettuale, la professionalità e la giusta formazione. Dal punto di vista formativo è importante infatti selezionare quei corsi che consentano di "vedere dentro l'Unione Europea a 360°", così da ampliare le proprie conoscenze in maniera sinergica. Infatti, non dobbiamo scordarci che le varie politiche dell'Unione Europa sono complementari tra di loro e pur volendo, o potendo, approfondirne una in particolare, la conoscenza delle altre ci consente sia di avere una visione complessiva sia di raggiungere una flessibilità mentale e di interessi. In un mondo sempre più veloce e globalizzato, la Pubblica Amministrazione deve infatti interloquire con consulenti preparati ed informati, che possano veramente garantire il "plus" del servizio. Sotto questo aspetto, il Corso per Operatore Comunitario è il giusto passe-partout che consiglio ai ragazzi per avviarsi nel mondo del lavoro e per conoscere cosa facciamo come Europa.
Intervista al Dr. Alessandro Liamine - Delegazione della Commissione Europea -Kazakistan
SIOI NEWS N. 5 ottobre – novembre 2006
Il Dr. Alessandro Liamine ha frequentato il Corso per operatore comunitario organizzato dalla SIOI nel 1997. Attualmente è Funzionario per gli Affari Politici della Delegazione della Commissione Europea in Kazakhstan.
D. Che tipo di incarico ricopre presso la Delegazione della Commissione Europea in Kazakistan?
R. Sono innanzitutto responsabile di quello che chiamiamo l'implementazione dell'Accordo di partnership e cooperazione (APC) con il Kazakistan. E' un tipico accordo internazionale che l'Unione europea ha elaborato, prima di tutto per creare un quadro giuridico per le sue relazioni con le nuove repubbliche uscite dal collasso dell'Unione sovietica. In se', l'APC di fatto include ogni scibile umano: dialogo politico, economico, commercio e investimenti, cooperazione tecnica, scientifica, culturale, etc.
Particolarmente importanti sono gli incontri formali previsti da tale accordo, che sono un Consiglio di cooperazione (a livello più alto), un Comitato di cooperazione (a livello ministeriale), due sub-Comitati (a livello tecnico-ministeriale), e un Comitato interparlamentare (fra il Parlamento europeo e quello Kazakistano).
Una parte consistente del mio lavoro riguarda l'attività di "reporting politico" circa la politica interna ed estera del Kazakistan e circa la dimensione regionale dell'Asia centrale. Questo mi porta a sviluppare una vasta rete di relazioni con la società civile, le istituzioni governative e le organizzazioni internazionali, in particolare con le Nazioni unite e l'OSCE, e naturalmente con i colleghi della comunità diplomatica presente in Kazakistan.
Sono anche responsabile per il sub-Comitato sulla giustizia, libertà e sicurezza che mi porta ad analisi approfondite del sistema giudiziario e penitenziario del paese.
Infine, prendo spesso parte ai comitati interni per la valutazione di vari progetti finanziati dalla Commissione, soprattutto quelli legati al supporto delle istituzioni democratiche e a difesa dei diritti umani. Per concludere, sono anche chiamato a rappresentare la Commissione in vari contesti pubblici come conferenze, tavole rotonde e seminari. Naturalmente, la promozione della visibilità dell'Unione europea mi porta ad una costante attività di relazioni pubbliche per rispondere alle sempre più frequenti domande circa il funzionamento delle istituzioni europee.
D. Quali doti personali e capacità professionali sono richieste dal ruolo che ricopre?
R. Per lavorare in un ambiente internazionale e allo stesso tempo lontano da casa in una cultura differente con valori che non sempre puoi essere portato a condividere, è richiesta prima di tutto una grande apertura mentale e la capacità di mettersi in discussione. Non c'è nulla di più controproducente di un approccio di superiorità che vuole imporre alla realtà locale valori ad essa lontani. Allo stesso tempo è importante avere l'abilità di rapportarsi ad una vasta varietà di persone con sensibilità e comprensione esprimendosi a volte diplomaticamente e a volte con fermezza secondo la situazione. Ma anche all'interno del proprio ufficio bisogna essere in grado di capire le differenti posizioni dei propri colleghi e venire a capo delle situazioni difficili senza ritrovarsi in inutili conflitti. Naturalmente, è sempre un buon consiglio evitare di mescolare le situazioni personali con quelle professionali...
Per quanto riguarda le capacita' più propriamente professionali, il mio ruolo mi ha richiesto una notevole capacità di analisi, capire e saper usare il proprio discernimento e buon senso per poi sviluppare un approccio strategico. Per una nota più pratica, è molto importante saper dare le giuste priorità ai vari impegni e saper scrivere in maniera coincisa e con chiarezza in una varietà di stili differenti. Personalmente, quando preso alla gola o messo alle strette dalle scadenze o dalla necessità di prendere una decisione immediata, mi affido al mio istinto che difficilmente mi tradisce.
D. Che tipo di formazione dovrebbe possedere un giovane che intende seguire il suo percorso e quali suggerimenti può offrirgli?
R. La formazione può essere la più varia: umanistica oppure scientifica o più specializzata in campo delle scienze politiche e internazionali. Ma la cosa più importante è spaziare nei propri interessi e mantenere quel senso di curiosità tipica dei bambini che siamo poi portati a perdere con l'età… Non ci si deve rinchiudere nel proprio mondo, ma cercare sempre di mantenersi informati circa l'attualità del proprio paese e di quella internazionale. Una nota particolare merita la conoscenza delle lingue. Al giorno d'oggi e' fondamentale avere perfetta padronanza di almeno due lingue straniere. Cosa che ora viene richiesta anche dalle istituzioni europee se si vuole fare un minimo di carriera al suo interno. Ma allo stesso tempo, la conoscenza di una lingua rappresenta anche la conoscenza di un nuovo modo di pensare, di un'altra cultura, di un'altra sensibilità, e, in generale, di un altro modo di affrontare la vita. Tutto ciò semplicemente ci spalanca la mente.
Un suggerimento fondamentale deriva dalla mia esperienza personale che credo sia tipica per ogni neolaureato. Ritrovarsi a rinfoltire le statistiche nazionali della disoccupazione. Primo, non smettere di studiare, ma mettersi in tasca ancora qualche master e diploma post-universitario.
Secondo, lavorare gratis o per due lire per fare dell'esperienza e togliere di bocca ai futuri datori di lavoro un rifiuto basato sull'assenza di esperienza professionale. Gli vorrei chiedere: e come ce la potrei avere se non mi fate lavorare? Terzo, continuare a cercare quell'impiego che si desidera, perseguire quella strada che si è scelta senza lasciarsi abbattere dagli inevitabili e innumerevoli insuccessi. Io sono profondamente grato alla SIOI perché mi ha accompagnato in questa strada.
Alla SIOI non solo ho ricevuto una altamente qualificata formazione post-universitaria, ma anche i giusti suggerimenti circa le fonti da consultare e le porte a cui bussare, nonché un'apertura e un'umanità che mi ha sostenuto in periodi non sempre facili. E questo ti lega per tutta la vita a quelle care persone con cui ho la fortuna ancora oggi di mantenere rapporti. Un ultimo suggerimento: chi esce dalla SIOI non si deve dimenticare di iscriversi nella sua associazione degli ex-alunni!
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